Il Territorio

Posta al centro della regione Marche, si estende per 2.774 kmq tra il mare Adriatico a est e le Province di Ancona a nord, Perugia a ovest ed Ascoli Piceno a sud.

Dalle spiagge marine si sale, in meno di un'ora, per le due principali vallate dei fiumi Chienti e Potenza o per l'infinito saliscendi di dolci colline, ai monti dell'Appennino.

Il territorio provinciale risulta così armonicamente suddiviso da est ad ovest in tre fasce: costiera, collinare e montana. Quest'ultima costituisce più della metà dell'intera estensione: dei 57 Comuni della Provincia, 34 sono classificati come interamente montani, 6 parzialmente montani, con una superficie complessiva di 1773 kmq. La fascia collinare occupa quasi per intero il resto del territorio, degradando dolcemente fino alla costa. Questa si estende per 22 Km tra le foci dei due fiumi Chienti e Musone. Altri otto fiumi, tra principali e secondari, tutti con bacino proprio, scendono lungo i dorsi delle colline. Quattro laghi artificiali assicurano riserve idriche e idroelettriche. Buona parte della zona montana è occupata dal Parco nazionale dei Sibillini, al quale si aggiungono altre due Riserve naturali, quella di Fiastra, con la celebre abbazia, e di Torricchio.

Il territorio della Provincia, cuore delle Marche, che un poeta del Duecento definiva "lo bel paese da li dolci colli", è ben descritto nel "Viaggio in Italia" di Guido Piovene: "L'Italia, con i suoi paesaggi, è distillato del mondo; le Marche dell'Italia. Qui abbiamo l'esempio più integro di quel paesaggio medio, dolce, senza mollezza, equilibrato, moderato, quasi che l'uomo stesso ne avesse fornito il disegno. Non esiste una terra meno gotica, o meno barocca...". Chi voglia contemplare ancor oggi un ambiente agricolo molto simile a quello dipinto nel celebre affresco di Ambrogio Lorenzetti, Gli effetti del buon governo sulle campagne, non deve far altro che venire in questa terra e godere con calma dei suoi campi bene arati, delle messi e dei vigneti, della quercia e dell'ulivo, dei casolari disseminati, dei borghi e delle città in cima alle colline, dalle quali lo sguardo abbraccia, insieme, il mare e i monti.

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La Storia
Insediamenti umani preistorici sono documentati in diverse località della Provincia, la cui storia può essere suddivisa in cinque periodi principali:

1) Storia preromana o picena
Il nome "piceno" deriva dalla popolazione italica di ceppo indoeuropeo, verosimilmente di origine sabina, che si insediò nella regione verso la fine del X secolo a.C. e che raggiunse il proprio apogeo nei secoli VI e V a.C.

2) Storia romana
Ha inizio sul finire del IV secolo a.C., con il trattato di alleanza che Roma stipula con i Camerti nel 310 e poi con i Piceni nel 299; in seguito alla sollevazione dei Piceni e alle battaglie da questi perse nel 269-268, tutto il territorio viene incorporato a vario titolo nello stato romano.
Nel I sec. a.C. vengono creati i primi municipi, alcuni dei quali restano fino ad oggi: Camerino, Urbisaglia, Cingoli, Villa Potenza di Macerata, Treia, S. Severino, Matelica.
Nella seconda metà del I sec. d.C. inizia la crisi economica e politica dei municipi, che diviene decadenza inarrestabile a partire dal V secolo d.C.

3) Storia barbarica o di transizione
Dal V all'VIII secolo d. C. (476-756), attraversata successivamente da Goti, Longobardi e Franchi; nei secoli VI e VII i centri di pianura o posti in posizioni strategicamente deboli vengono abbandonati o distrutti.

Al loro posto talora sorgono le pievi e, qualche secolo più tardi, abbazie e conventi. I nuovi centri medievali si insediano sulla sommità delle colline, facendo sorgere assi stradali collinari dai monti al mare.

4) Storia medievale e papale
Dal 756 al 1860, anno della unificazione del nuovo stato italiano. Si tratta di un millennio vissuto dapprima nel segno della riorganizzazione ecclesiastica: vescovi ed abati, a cui si associano o si sostituiscono più tardi nel potere politico e militare le nuove autorità municipali e quindi le Signorie. Poi, a partire dalla metà del sec. XV, la vita politica e civile delle città maceratesi si assoggetta definitivamente al governo dello Stato Pontificio e si svolge prevalentemente nell'orbita civile, sociale ed economica della città di Roma. Non deve essere tuttavia sottovalutata la permanente e forte civiltà municipalista delle città, che resiste e va ben oltre la stessa costituzione politica dell'unità provinciale, fino ai nostri giorni, come conferma anche la notevole varietà dei dialetti.

5) Storia postunitaria e contemporanea
A partire dal 1860, anno di costituzione della provincia di Macerata, con gli attuali confini e con capoluogo la città di Macerata.